Il termine taekwondo si compone di tre sillabe: tae ("calciare in volo"), kwon ("colpire con il pugno") e do ("arte").
Il 28 maggio 1973 venne fondata in Corea del Sud la World Taekwondo Federation (WTF). Dal 2000, il taekwondo è diventato uno dei due soli sport da combattimento asiatici (l'altro è il judo) incluso nel programma dei giochi olimpici; divenne un evento dimostrativo già nei giochi del 1988 a Seoul.
Le radici della disciplina affonderebbero primariamente nella pratica del Taekkyeon, un tipo di arte marziale, praticato in Corea nei periodi antichi soprattutto per esigenze di autodifesa e per ritualità sportiva, che si focalizzava sull'uso dei calci e che era molto diffuso sia fra la popolazione che fra i guerrieri, soprattutto dopo che venne incorporato e ritualizzato dalla casta guerriera degli hwarang.

Esistono due correnti principali nello sviluppo del taekwondo, non necessariamente mutualmente esclusivi:

•         Taekwondo tradizionale è il termine che si riferisce tipicamente all'arte marziale così come fu codificata fin dagli anni '50 nelle Forze Armate della Repubblica di Corea ed in varie organizzazioni civili, incluse scuole ed università. In particolare, i nomi e il simbolismo delle strutture tradizionali fanno spesso riferimento agli elementi della storia della Corea, della sua cultura e della sua filosofia religiosa. Al giorno d'oggi, il Kukkiwon, il Quartier Generale mondiale del taekwondo, è il suo centro di diffusione tradizionale, situato in Corea.
•         Taekwondo sportivo è il termine utilizzato per descrivere quella branca focalizzatasi maggiormente nella competizione, nel confronto agonistico e nella velocità di esecuzione (come nel combattimento olimpico). Il taekwondo sportivo a sua volta è suddiviso in due stili principali: uno deriva dal kukkiwon, la fonte del sistema di combattimento detto sihap gyeorugi che è ora parte del programma dei giochi olimpici e che è controllato dalla World Taekwondo Federation (WTF). L'altro proviene dalla International Taekwon-Do Federation (ITF).Il taekwondo sportivo si compone in larga misura di vari tipi di calci (soprattutto acrobatici), per i quali gli atleti fanno un allenamento specifico.
Il taekwondo contiene anche delle forme, chiamate poomse, che prendono generalmente il nome dagli elementi della natura (acqua, acciaio, vento, fuoco, terra), da concetti filosofici orientali o da avvenimenti della storia coreana. Solitamente vengono fatte dimostrazioni di taekwondo, eseguendo rotture di tavolette con calci in volo e pugni.
In una disciplina marziale come il taekwondo sono presenti dei gradi, rappresentati dal colore della cintura che si indossa. Il colore delle cinture è associato a vari significati legati alla crescita dell'allievo nel taekwondo. Viene spesso fatta una netta distinzione tra le cosiddette cinture colorate, cioè tutte le cinture precedenti la nera e cinture nere, a prescindere dal dan. Ciò è dovuto sia alla differenza di esperienza e maturità esistente e sia per il diverso modo di conseguire la cintura: dal 1º dan in poi, infatti, non si ottiene più la cintura mediante esami sociali (cioè fatti all'interno della propria società), bensì di fronte ad una commissione esterna su base regionale (per i primi 3 dan) o nazionale (per i dan superiori al 3º).

IL TAEKWONDO OGGI.
Oggi il taekwondo è l'arte marziale con il più alto numero di praticanti in tutto il mondo, si stima siano circa 50 milioni.
La nazionale italiana di taekwondo vanta due grandi atleti a livello olimpico, Carlo Molfetta (oro nei giochi olimpici di Londra 2012) e Mauro Sarmiento (bronzo nei giochi olimpici di Londra 2012 e argento nei giochi olimpici di Atene 2004).

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